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domenica 17 marzo 2013

Goteborg: tre salti di fede nel presente e nel passato

di Andrea Sala

La recente XXXII edizione dei Campionati europei indoor di atletica leggera, svoltasi presso il moderno impianto Scandinavium di Goteborg (Svezia) dall’1 al 3 marzo 2013, ha visto primeggiare nel salto triplo l’atleta delle Fiamme Oro Daniele Greco. L’azzurro, nonostante i fastidiosi dolori fisici accusati prima e durante la gara, ha realizzato la miglior prestazione dell’anno, saltando 17,70 m.


Daniele, 24 anni compiuti da qualche giorno, è un ragazzo particolarmente religioso. Lo dimostra quando, inginocchiato a terra e con le mani giunte, attende con trepidazione la misura ufficiale del suo quarto salto, e anche quando esibisce la t-shirt con la scritta Jesus lives in me. “L'ho preparata dopo aver vinto gli Europei under 23 di Kaunas nel 2009 - ha raccontato -. Da allora, quando gareggio, la porto sempre con me. L'ho indossata lo scorso anno a Potenza, quando saltai 17.47 m con la febbre, e in quest'occasione”.
Vive la fede cattolica con semplicità e in prima persona, cantando nel coro della sua comunità parrocchiale, e testimonia questa sua grande devozione anche nell’atletica.


L’esempio di Daniele Greco non è l’unico: infatti, anche l’ex triplista britannico Jonathan David Edwards, oro a Sydney 2000 nonché record del mondo nel 1995, sempre a Goteborg, con la misura di 18,29 m (tutt’ora imbattuta), è stato un fervente credente durante la sua attività agonistica, al punto da rifiutarsi di gareggiare di domenica, giornata consacrata al riposo.




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