di Andrea Sala
La recente XXXII edizione
dei Campionati europei indoor di atletica leggera,
svoltasi presso il moderno impianto Scandinavium
di Goteborg (Svezia) dall’1 al 3 marzo 2013, ha
visto primeggiare nel salto triplo l’atleta delle Fiamme Oro Daniele Greco.
L’azzurro, nonostante i fastidiosi dolori fisici accusati prima e durante la
gara, ha realizzato la miglior prestazione dell’anno, saltando 17,70 m.
Daniele, 24 anni compiuti da qualche giorno, è un ragazzo
particolarmente religioso. Lo dimostra quando, inginocchiato a terra e con le
mani giunte, attende con trepidazione la misura ufficiale del suo quarto salto,
e anche quando esibisce la t-shirt con la scritta Jesus lives in me. “L'ho
preparata dopo aver vinto gli Europei under 23 di Kaunas nel 2009 - ha raccontato -. Da allora, quando gareggio, la porto sempre con me. L'ho indossata lo scorso
anno a Potenza, quando saltai 17.47 m con la febbre, e in quest'occasione”.
Vive la fede cattolica
con semplicità e in prima persona, cantando nel coro della sua comunità
parrocchiale, e testimonia questa sua grande devozione anche nell’atletica.
L’esempio di Daniele Greco
non è l’unico: infatti, anche l’ex triplista britannico Jonathan David
Edwards, oro a Sydney 2000 nonché record del
mondo nel 1995, sempre a Goteborg, con la misura di 18,29 m (tutt’ora imbattuta),
è stato un fervente credente durante la sua attività agonistica, al punto da
rifiutarsi di gareggiare di domenica, giornata consacrata al riposo.
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