
Dopo un primo giorno di incertezze oggi il Parlamento si è espresso: Laura Boldrini ha ricevuto la maggioranza assoluta dei voti ed è il nuovo presidente della Camera. La deputata di SEL, proposta per la presidenza dal Paritito Democratico, nella sua prima legislatura, ha ottenuto 327 voti sui 618 totali. Un segnale forte e chiaro arriva dunque da parte della coalizione di centro-sinistra nei confronti delle chiusure del M5S, il cui candidato Roberto Fico ha ottenuto il risultato poco significativo di 108 voti.
L’onorevole Boldrini sembra rappresentare il primo passo verso la “nuova politica”, tanto voluta dagli italiani.
Laureata in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma, ha svolto la professione di giornalista, nel 1989 ha iniziato la sua carriera all’ONU, impegnandosi in attività umanitarie. Dopo aver lavorato alla FAO e presso il Programma Alimentare Mondiale (WFP), è stata nominata Portavoce per l’Alto Commissariato per i rifugiati dal 1998 al 2012.
Per il suo operato è stata insignita di numerosi riconoscimenti.
Oggi, nel suo discorso di insediamento a Montecitorio, ha affermato: “Quest’aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale di una generazione che ha smarrito se stessa” e ha ricordato le questioni dell’immigrazione clandestina e della violenza sulle donne che, dice, “subiscono l’umiliazione della violenza travestita d’amore”; passaggio che è stato sottolineato da una standing ovation.
Il nuovo presidente avrà un compito molto delicato, in una fase economica incerta per il nostro Paese e nel momento in cui alla politica si chiede un cambio strutturale e generazionale che, oggi ci è stato dimostrato, si sta avviando.
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