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mercoledì 20 marzo 2013

Israeli Apartheid Week

di Reem Emilia Mansour

Si è appena conclusa la nona edizione dell'Israeli Apartheid Week, una campagna di sensibilizzazione alla causa palestinese che si tiene nei mesi di febbraio e marzo che intende sottolineare la natura di Israele come un sistema basato sulla segregazione razziale
Nata a Toronto nel 2005 è divenuta una delle più grandi manifestazioni di solidarietà nei confronti del popolo palestinese in tutto il mondo, toccando nel 2010 stati come la Gran Bretagna, gli USA, l'Australia, la Norvegia e il Sud Africa. Prestigiose università come Harvard o La Sapienza di Roma hanno aderito a questa iniziativa organizzando assemblee informative ed eventi per il grande pubblico. 215 è numero delle città coinvolte quest'anno, "una meravigliosa testimonianza della vicinanza al popolo palestinese e alle vicende che succedono non solo a Gaza e nei territori occupati, ma anche in tutte le città in cui i profughi palestinesi sono ospiti" afferma una studentessa della York University.

Il trailer ufficiale (in inglese) dell'IAW 2013
"L'Israeli Apartheid Week è una lotta per i diritti umani, diritti di cui mancano i palestinesi aldilà e dentro al Muro" afferma invece uno studente di origine palestinese della Antioch University, malinconico al ricordar dei gravi problemi razziali nella propria patria. A dimostrazione di questi ci pensa però la Sussex University, in cui gli studenti ricostruiscono un punto di controllo israeliano.
In Italia la partecipazione è stata grande, ben 7 città -Bologna, Cagliari, Milano, Modena, Padova, Pisa e Roma- hanno infatti aderito alla campagna, facendoci ottenere il riconoscimento di socio.

Mondiali di Sci Alpino 2013 : successo per l'Austria, tre medaglie all'Italia

di Martina Garassino

Si sono conclusi da pochi giorni i mondiali di
sci alpino 2013. Dopo il dibattito sulla località è stata scelta Schladming, in Austria. Il tempo non è sempre stato favorevole, la nebbia ha causato spiacevoli attese e infortuni portatori di polemiche.
Da quest'anno inoltre niente piu Raidue. La storica Rai affida il compito al digitale terrestre.
Ma vediamo il prospetto finale: in quanto a ori prima in classifica è l'America con quattro medaglie mentre l'Austria è salita sul podio ben otto volte; l'Italia invece si accontenta di tre.

Nella categoria degli uomini lasciano sicuramente stupiti i risultati dell'Americano Ted Ligety che si è classificato al primo posto in Super Gigante, Slalom Gigante e Supercombinata, ma anche Svindal, sebbene abbia già i suoi 31 anni fa conquistare alla Norvegia un oro in Libera e un bronzo in Super Gigante. Noi azzurri invece andiamo fieri dell'argento di Paris nella Libera e del bronzo di Moelgg nel Gigante. Lui stesso afferma: " stavolta sono stato fortunato", solo 5 centesimi gli hanno fatto guadagnare il terzo posto contro Svindal.

 Ted Ligety


Per le donne invece è Tina Maze, successo della Slovenia, ad ottenere più medaglie, un oro e due argenti, in Super Gigante, Gigante e Supercombinata. Libera e Gigante sono ori per la Francia: Marion Rolland e Tessa Worley. Per l'Italia solo 5 decimi separano Sofia Goggia dal podio del Super Gigante che conquista Julia Mancuso, una delle due grandi atlete americane, ma ottiene l'argento Nadia Franchini in Discesa Libera. Successo anche per la tedesca Maria Riesh nella supercombinata e per la neodiciottenne americana Mikaela Shiffrin nello speciale che porta un altro oro all'America. La giovane è da poco entrata nel mondo dello sci, ma dai suoi grandi risultati già si prospetta una carriera di vittorie.







Inoltre grave infortunio per l'atleta americana Lindsey Vonn, vincitrice di quattro Coppe del Mondo: preso male il salto perde l'equilibrio e cade bruscamente nella porta successiva. Le grida di dolore anticipano già ciò che verrà annunciato dopo, rottura dei legamenti crociati del ginocchio destro, stagione finita e grande delusione per
 l' America che perde una delle sue più grandi possibilità per quest'anno; non mancano le polemiche a causa del tempo, della sua partenza come diciannovesima ritardata di oltre tre ore  e della pista.





I mondiali però si concludono gioiosamente per colei che ha ospitato le gare quest'anno:  la vittoria di Marcel Hirscher nello Speciale dopo l'oro nella gara a squadre e l'argento in Slalom Gigante non poteva portar maggiore soddisfazione all'Austria.


domenica 17 marzo 2013

Goteborg: tre salti di fede nel presente e nel passato

di Andrea Sala

La recente XXXII edizione dei Campionati europei indoor di atletica leggera, svoltasi presso il moderno impianto Scandinavium di Goteborg (Svezia) dall’1 al 3 marzo 2013, ha visto primeggiare nel salto triplo l’atleta delle Fiamme Oro Daniele Greco. L’azzurro, nonostante i fastidiosi dolori fisici accusati prima e durante la gara, ha realizzato la miglior prestazione dell’anno, saltando 17,70 m.


Daniele, 24 anni compiuti da qualche giorno, è un ragazzo particolarmente religioso. Lo dimostra quando, inginocchiato a terra e con le mani giunte, attende con trepidazione la misura ufficiale del suo quarto salto, e anche quando esibisce la t-shirt con la scritta Jesus lives in me. “L'ho preparata dopo aver vinto gli Europei under 23 di Kaunas nel 2009 - ha raccontato -. Da allora, quando gareggio, la porto sempre con me. L'ho indossata lo scorso anno a Potenza, quando saltai 17.47 m con la febbre, e in quest'occasione”.
Vive la fede cattolica con semplicità e in prima persona, cantando nel coro della sua comunità parrocchiale, e testimonia questa sua grande devozione anche nell’atletica.


L’esempio di Daniele Greco non è l’unico: infatti, anche l’ex triplista britannico Jonathan David Edwards, oro a Sydney 2000 nonché record del mondo nel 1995, sempre a Goteborg, con la misura di 18,29 m (tutt’ora imbattuta), è stato un fervente credente durante la sua attività agonistica, al punto da rifiutarsi di gareggiare di domenica, giornata consacrata al riposo.