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martedì 19 marzo 2013

A Teatro

di Davide Ottoveggio

Educazione Siberiana

Dal libro, al film, al palcoscenico: Il nuovo volto dell'opera di Nicolai Lilin

Trailer della riproduzione teatrale all Cavvallerizza Reale di Torino:


L'AUTORE

Nicolai Lilin
Lilin è uno scrittore che dal 2004 si è trasferito in Italia, di origine siberiana, più precisamente nato a Bender in Transnistria.
Nel 2009 pubblica per la casa editrice Einaudi il suo primo libro: Educazione Siberiana. Il romanzo diventa subito un grande successo editoriale, pubblicato direttamente in italiano. Il Primo a elogiare il romanzo sarà Roberto Saviano, con un articolo su Repubblica: "Il ragazzo guerriero della mafia siberiana" che lo lancerà verso il nostro pubblico di lettori e verso il cinema.  
Il premio Oscar Gabriele Salvatores ha infatti compiuto la trasformazione  di Educazione siberiana in un film, che è uscito quest'anno e uno dei protagonisti è John Malkovich.

 

A TEATRO 

Gli attori e Nicolai Linin: il secondo seduto da sinistra
Seppur Nicolai Lilin continui a preferire la letteratura al cinema e al teatro, c'è da ammettere che la riproduzione drammatica di Educazione Siberiana  è notevole e di alto livello.
(in replica fino al 21 Marzo, alla Cavallerizza Reale, a Torino).
L'opera porta sulla scena 7 giovani attori e con loro, l'esperienza di Luigi Diberti, noto al pubblico per la fiction «Tutti pazzi per amore». 

Scritto da Giuseppe Miale di Mauro, Educazione Siberiana è il frutto di una diretta collaborazione con l'autore. 

TRAMA

La narrazione si svolge in Transnistria (la città natale di Lilin), regione dell’ex Unione Sovietica. In un piccolo quartiere, Fiume Basso, si riuniscono i criminali espulsi dalla Siberia. Qui i giovani crescono nella criminalità e il loro credo si basa sul culto delle armi e sui riti tipici delle comunità degli Urka. Sono i più temibili poichè radicano la loro tradizione in un’educazione che passa dai “vecchi” ai giovani, facendo della criminalità una religione.
Questi sono anche chiamati "I criminali onesti", poiché la loro tradizione si basa su valori e regole che poco hanno a che vedere con il concetto di "criminale", come: riufatare e allontanare dalla propria casa i soldi, è vietato di uccidere i giovani e fare uso di stupefacenti, non si derubano i poveri, è giusto dividere equamente beni, aiutarsi reciprocamente e difendere i più deboli. Infine: è assolutamente proibito avere qualsiasi contatto con la polizia.

Diventano più numerosi i coinvolgimenti con la polizia e una piccola famiglia del clan degli Urka, composta da 8 personaggi: Il vecchio, sua figlia, i giovani: Boris, Yuri e Nikson e il cugino dei tre, Mel. Qesti ragazzi sono costantemente guidati dai saggi insegnamenti del vecchio, che li guida nella fede del criminale onesto, legando il loro modo di vivere a regole ben precise e restrittive. Yuri, ragazzo bramoso di ricchezza e oppresso dal mondo povero e senza libertà in cui vive, decide di lasciare la famiglia, per mettersi in affari con la polizia e diventare la loro spia. Al contrario Boris, il giovane rispettoso, obbediente, ma ugualmente capace di dimostrare il suo coraggio, resterà a proteggere i suoi cari. Prima Nikson e poi Mel, saranno le vittime delle soffiate di Yuri, che in cambio riceverà soldi e droga dal capo della polizia. 
Boris, dopo gli insegnamenti di suo nonno, è ora pronto per la vendetta.

I TATUAGGI URKA

Sono la storia scritta sulla pelle di ogni criminale, non un'ornamento estetico. 
Tutti i tatuaggi devono adattarsi alla pelle di chi li porta e assorbire le loro gioie e le loro sofferenze. Ognuno di questi deve essere posizionato su una precisa parte del corpo in base alla loro funzione.
Ad esempio una dedica, o una firma, trova il suo posto unicamente su caviglie, piedi o mani e mai sul busto.

Nello spettacolo un poliziotto infiltrato viene ucciso dal vecchio, dopo aver riconosciuto il tatuaggio di una falsa dedica sul petto.


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