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venerdì 5 aprile 2013

Da Lipsia all’Olimpo dell’Elettronica

di Andrea Sala


Paul Kalkbrenner, disc jockey tedesco di fama internazionale e attore, nasce a Lipsia nel 1977. La sua formazione e maturazione artistica si svolge però a Berlino, dove intraprende la sua carriera ai piatti già a metà degli anni ’90. Manifesta da subito una spiccata attitudine per generi musicali emergenti come l’elettronica, la techno e la trance, e a partire dal 1999 collabora con la nota casa discografica tedesca BpitchControl, per la quale produce tutti i suoi album (anche se dal 2011 ha fondato una casa discografica propria, la Paul Kalkbrenner Musik): nel 2001 esordisce con Superimpose e Zeit, nel 2004 lancia Self , nel 2005 Maximalive e nel 2006 Reworks.


Per quanto riguarda la sua carriera da attore, è da segnalare il ruolo da protagonista nella pellicola Berlin Calling, realizzata nel 2008 dal regista tedesco Hannes Stöhr, premiata, nel corso dello stesso anno,  al Locarno Film Festival e all’Amburgo Film Festival, e l’anno successivo al più prestigioso Berlino Film Festival. In più, Kalkbrenner realizza la colonna sonora del film (poi diventata un autentico album), contribuendo a rendere Berlin Calling un vero e proprio cult del suo genere; dall’album, collaborando insieme al fratello Fritz, trae nel 2009 il suo primo singolo, Sky and Sand, disco d’oro in Belgio e successo internazionale.





La sua carriera prosegue e, fra un concerto e l’altro, nel 2011 realizza – e produce – un nuovo album, Icke Wieder : un disco di dieci tracce in stile electro con una spolverata di techno, e con una direzione un po’ più minimale rispetto agli album precedenti.


Paul Kalkbrenner nel 2011 all’Oval Lingotto di Torino,  in occasione della presentazione di Icke Wieder

Nel 2012 Kalkbrenner pubblica poi il nuovo album, Guten Tag, un’ennesima prova della sua maestria tecnica: dimostra sempre come la sua sia una techno accessibile a tutti, non graffiante e non noiosa (nonostante i brani del disco siano 17). Kalkbrenner conquista: questa sua capacità lo distingue dagli altri e gli ha permesso di meritare nel 2012 la novantunesima posizione nel ranking mondiale nella classifica top 100.
Dall’inizio dell’anno, ma specialmente a partire da febbraio, Paul è stato impegnato in diverse occasioni per il Guten Tag Tour, nelle quali ha suonato con successo in quindici località europee diverse con ben 3 sold out (Parigi, Amsterdam e Berlino). Il suo soggiorno in Italia, il 22 Marzo a Fiera Milano e il 23 Marzo al Palalottomatica di Roma, è stato ben accolto dai suoi fan che lo hanno supportato calorosamente.

Fare techno senza scendere a compromessi e risultare contemporaneamente graditi alle masse per anni è affare molto difficile, ma Paul Kalkbrenner lo sa fare molto bene.


LINK UTILI:

domenica 31 marzo 2013

Djent

  di Davide Ottoveggio

"Yeah, but can it Djent?"



Foto di memegenerator.net
Rumore & Melodia

Il Djent è un nuovo movimento, 
che interessa il genere heavy metal.
Sicuramente questo sottogruppo musicale nasce con una particolare spontaneità, in un modo del tutto diverso dal passato, attraverso un processo più consone ai tempi moderni: con il web.

Dal blog HRHM:
"Tanti generi sono nati da movimenti di determinate zone, altri da idee comuni a vari musicisti, altri ancora sono nati per caso dalla sperimentazione; il djent no, Il Djent nasce su un forum online, il forum di una band alla quale tutto il movimento è legato indissolubilmente, i Meshuggah".

Misha Mansoor, l'origine del nome e le caratteristiche

Misha Mansoor dei Periphery
Le dita che digitarono per la prima volta la parola "djent" sono di Misha Mansoor, il fondatore dei Periphery, che con un gruppo di amici su un forum dichiararono che la loro musica si sarebbe chiamata così.

Djent è un termine onomatopeico per imitare il suono che produce una chitarra elettrica in powerchord, con l'aggiunta di una quinta, su una chitarra da sette corde. Una sorta di percussione metallica e profonda che, soprattutto nei Periphery, accompagna una linea vocale pura e melodica.

I Periphery
Trattandosi di "death-metal", le spezie più piccanti che condiscono questo genere sono growl e scream. Ma la grande novità è proprio il forte contrasto che scaturisce dalla mistione: voce melodica e limpida + potenti percussioni (assolutamente amelodiche) e nelle veloci poliritmie della batteria.

Citando ancora HRHM:
"Lo stile Djent è un moderno progressive metal composto da powerchord add5 stoppati, batteria in poliritmia, cantato Harsh a farne le basi ed in più ci sono svariate inserzioni melodiche, cambi di tempo e perché no, strizzate d’occhio a vari generi come prog rock e jazz. Bisogna dire comunque che la forte voglia di sperimentazione da parte delle varie band le porta spesso a viaggiare su territori unici seppur mantenendo i canoni base del genere".

 

Il metal incontra l'elettronica


Sono moltissime le inserzioni elettroniche, nel djent. Gli outro (i finali) peripheryani sono sempre composizioni elettroniche, virtuose ed articolate, dove certo non manca la polirtmia.

Remì Gallego: The Algorithm
L'originale fusione dà vita ad un nuovo tipo di djent: si chiama djent-step (fusione tra djent e dubstep). Veri esempi di follia ritmica che, pur essento frutto del moderno remix, puntano alla ricerca di uno stile molto vicino alla classica.

Un celebre esempio della corrente djent-step è la one-band-man "The Algorithm"
(ascolta The Algorithm su "SoundCloud")
(The Algorithm su "Facebook").

 

Un po' di nomi


Link utili



Un sentito ringraziamento a Carlo Scibilia e a suo fratello, Sergio, per avermi fatto conoscere questo genere musicale e per i loro consigli.

domenica 24 marzo 2013

Eine Kleine Wagner

di Margherita Caputo


Quest’anno festeggeranno insieme il bicentenario dalla loro nascita due colossi del teatro musicale Europeo: Giuseppe Verdi e Richard Wagner. Impossibile ridurli unicamente a compositori, entrambi ragionarono sempre in termini di teatro (il modello di Wagner era quello della Grecia antica) anche se la loro opera lirica rimane un pilastro della musica Ottocentesca.

Richard Wagner nacque dopo otto fratelli nel 1813 a Lipsia, dal noto funzionario K. F. Wagner anche se si vociferava che fosse il figlio naturale dell'attore ebreo Ludwig Geyer.

Portò a termine con successo gli studi  letterari iniziati all’Università di Lipsia nel 1831 ma fin da ragazzo si mostrò attratto verso il teatro e la musica, quella di Weber e Beethoven in particolare e tentò di comporre drammi, opere e sinfonie ma non si pose tuttavia seriamente allo studio della musica se non piuttosto tardi, compiendolo per altro molto rapidamente.

La sua musica e il suo teatro, a cui era caro il tema della mitologia, si sono prestati, nel tempo, a svariate interpretazioni, e sono spesso state motivo di diatribe a livello musicale ma anche politico. Fu eretto a vessillo dalla società tedesca degli anni ’30. Adolf Hitler, sproloquiando, sosteneva che: “Chi vuol capire la Germania nazionalsocialista deve conoscere Wagner”, ma durante tutto il ventesimo secolo Wagner fu letto e rappresentato anche in altre chiavi: socialista, rivoluzionaria, marxista, psicanalitica, mistica, fantasy e numerose altre.
Nonostante ciò il teatro di Wagner sopravvive alle sue interpretazioni grazie a quella misteriosa proprietà della grande Musica, di spaziare più che in orizzontale (sulla terra, tra gli uomini e le loro diverse culture), in verticale, protendendosi verso l’alto, verso il cielo, sconfinando nell’infinito Celeste.

Giovedì 7 Marzo 2013 in occasione del duecentenario dei natali di questo grande musicista romantico è stato rappresentato, nell’auditorium di Torino dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, un estratto dall’opera di 591 pagine del “Gotterdammerung” (Il crepuscolo degli dei), composta dal 1848 al 1874.

Ha diretto l’orchestra il giovane direttore siberiano Kirill Petrenko e hanno interpretato i ruoli di Brunhilde e Siegfried, protagonisti dell’opera, i cantanti lirici Evelyn Herlitzius, di Amburgo e Lance Ryan, tenore canadese che ha esordito in Italia nel 2002.

L’opera ha ricevuto un’ottima accoglienza da parte del pubblico torinese, catturato dalla maestosità della parte orchestrale e l’intensità delle Arie. Secondo le cronache la rappresentazione dell’opera (ovviamente sempre degli estratti data l’entità) aveva raccolto già un grande successo durante la prima rappresentazione in assoluto  avvenuta domenica 22 dicembre 1895, quando Arturo Toscanini la diresse dal podio del Teatro Regio di Torino. L’ultima volta che la Tetralogia fu presentata nella nostra città, diretta da Eliahu Inbal con l’Orchestra Nazionale della Rai, fu durante le stagioni concertistiche fra il 1996 e il 1998.


Sicuramente la nostra città quest’anno aprirà le porte all’opera wagneriana più volte, e sarà estremamente interessante scoprire quali dibattiti, critiche, scontri di idee saranno scatenati da questo teatro che nel cuore, solenne e mistico al contempo, contiene le contraddizioni e i drammi del nostro presente.

giovedì 21 marzo 2013

40 anni con "The Dark Side of the Moon"

Di Jacqueline Bonino


I Pink Floyd anticipatori della psichedelica e uno dei più grandi complessi rock di sempre. Durante il corso della loro lunghissima carriera hanno rivoluzionato i limiti del pop e del rock, abbracciando l'elettronica e continuando questa vasta ricerca in una serie di album giudicati pietre miliari della musica popolare del Novecento. Sono stati in grado di produrre gigantesche rappresentazioni multimediali attraverso spettacoli in cui la componente visiva è tanto importante quanto quella sonora. Grande saggio di capacità musicale  con contenuti e testi forti, l’album “The dark side of the moon” presenta riferimenti alla vita effimera, al denaro, alla non comunicabilità e alla pazzia. Non mancano, però, momenti di intenso lirismo. La prima parte del disco si completa con un elogio alla follia, ma anche, alla libertà dell'uomo, schiavo della società.                                                                                                                           'The Dark Side of the Moon', l'album dei Pink Floyd, in questi giorni compie 40 anni ed entra a far parte della storia dopo che la Biblioteca del Congresso Usa ha deciso di custodirlo nel National Recording Registry. Questo registro ogni anno acquisisce 25 registrazioni che abbiano un particolare valore culturale o storico. Lo veniamo a sapere dal sito della BBC nel quale vengono inseriti artisti e bands conosciuti a livello mondiale.
 

Torino Sottoterra

di Martina Caputo



Ieri sera, mercoledì 20 marzo 2013, presso l' XO’ caffè diTorino ( in via Po, 46) si è tenuto il concorso Torino Sotterranea 2013. Era la decima ed ultima puntata della XI edizione del concorso che ha avuto inizio il 16 gennaio di quest’anno. Ieri sera ad esibirsi sul palco dell’ XO’ vi erano Pastis, Le cose di cenere, Led blue fire e Il Sottosuolo , e molte altre band di Torino (e non solo) si sono esibite sui migliori palchi cittadini e si sono conosciute e confrontate musicalmente nelle serate precedenti. Questa prima fase del concorso è stato infatti divisa in dieci serate nelle quali si sono esibite quattro band alla volta : 16 gennaio: High sergeants, Brace, Grace,  Zephiro e proteo delle grotte di Postumia; 23 gennaio:  Waiting, Fetish moon, Ordinary people, Dooon!; 30 gennaio: Blurelè, Feedback, Scary box e Yellow traffic light; 6  febbraio: Glatus, Still line, The last class e The candy black cherries ;13 febbraio:  Kallokain, Occhi di Agata, Adhan le rocke e Spleen tree; 20 febbraio: Metaphora, Unisono, Unniverso, Wandering in fate; 27 febbraio: Noir project, Gli alberi, Coolie, Kairos; 6 Marzo:  Outcasters, From here to eternity,Hell’s embers, Porno;  13 marzo: Anxthesia, Antrib, Siberia, ed infine l’ultima data di ieri con le band che abbiamo già citato. I gruppi che partecipano al concorso vengono giudicati dal pubblico in sala che, durante le serate, è stato invitato ad esprimere la propria preferenza su un tagliando consegnato all’ingresso. Al voto del pubblico (1 punto per ogni tagliando) e stato sommato il voto di una giuria composta da 3 elementi, il cui voto ha un peso maggiore sul risultato finale (5 punti per tagliando). Sono passati alla seconda fase di selezione i primi 2 gruppi classificati per ogni serata. Torino Sotterranea premia l’originalità, la qualità musicale, le idee e lo spirito di collaborazione ed offre inoltre una grande possibilità alle band  emergenti, non legate dai vincoli contrattuali di case discografiche, che vogliono sfondare nel mondo della musica mettendosi in gioco e farsi conoscere dal  pubblico. Qust’anno infatti le band si giocavano una registrazione presso gli studi di "Officina Sonora" di un brano musicale   e la realizzazione del video musicale del singolo prodotto da "Acting Out Creative Studio", la possibilità per il vincitore del premio del pubblico  di essere inserito in un cartellone nelle produzioni live della stagione 2013/2014 a cura di The Mad (organizzatrice dell’edizione di quest’anno) , e di essere invitato ad esibirsi come ospite in tutte le manifestazioni legate a Torino Sotterranea dell’anno successivo, e inoltre tutte le band partecipanti, indipendentemente dall’esito del concorso saranno valutate per essere inserite in manifestazioni a cura dell’ associazione The Mad. Aspettiamo tutti con ansia il verdetto di questa settimana; quali saranno questa volta le due band a passare alla fase successiva?  
Intanto abbiamo fatto qualche domanda ai membri della band Il sottosuolo, una delle band del concorso.
Che cosa vi ha spinti a partecipare a Torino Sottosuolo?
"abbiamo deciso di partecipare perchè secondo noi è un ottimo tranpolino di lancio per band emergenti e sicuramente l'abbiamo presa anche un po come una sfida e che dire.. mentre eravamo sul palco per noi ieri sera è stato abbastanza magico. C'erano i nostri amici, gente che non conoscevamo si è fermata a sentirci nonostante fossimo l'ultimo gruppo ad esibirsi"
Che cosa avete provato quando eravate sul palco davanti al pubblico?
"La sensazione che abbiamo avuto noi sul palco è stata quella di una botta di adrenalina pazzesca.. eravamo veramente contenti, è stata una serata splendida per noi, che si sia passato il turno o meno. E' bellissimo se fai quello che ti piace, è bellissimo quando c'è qualcosa su quel palco che è incorporeo ma percepibile, è bellissimo quando vedi la faccia rapita delle persone. Noi cerchiamo di arrivare e finora abbiamo avuto moltissimi riscontri positivi e siamo veramente felici di questo. Ieri sera è stata la riprova la soddisfazione e la sensazione di appagamento non è nemmeno paragonabile."