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mercoledì 20 marzo 2013

Videogiochiamo?

di Federico Molino


Quando due assennatissimi scienziati americani svilupparono il primo prototipo di gioco virtuale non pensarono neanche per un momento di aver dato vita a qualcosa che sarebbe diventato un quasi perfetta simulazione della realtà. Perchè in fondo quello che avevano in mente era creare un passatempo per i bambini americani, con l’intento di dar loro una dimostrazione in piccolo della distruzione che la guerra lasciava dietro di se, ispirandosi agli schemi radar in uso durante la seconda guerra mondiale per simulare il lancio di un missile verso un bersaglio. Il progresso e la tecnologia portarono a riprodurre il tutto elettronicamente sullo schermo, dato che all’inizio erano state applicate delle etichette  trasparenti  come bersagli, ma la funzione di questi primi videogiochi rimaneva sostituire o perlomeno affiancare i classici giochi da tavolo. Ma non era questa la sorte che il destino aveva in serbo per loro. Quello che mancava ai grandi scienziati e ingegneri di quel tempo era solamente lo sviluppo della tecnologia, perché le idee vi erano eccome ma mancava la messa in pratica. In pochi decenni i videogiochi divennero un fenomeno globale, entrando nelle case dei ragazzi di tutto il mondo, fenomeno che fu favorito dalla comparsa ormai capillare di computer, o aggeggi che avevano pressappoco quella funzione. Ogni anno un miglioramento era alle porte e tante sono le date che è doveroso ricordare: la nascita di Spacewar! è sicuramente una di queste, come anche la creazione Pacman, uno dei videogiochi più famosi di tutti i tempi, reso famoso dalla sua struttura semplice e immediata , ma estremamente divertente.







 Non avrebbe senso paragonare i primi videogiochi con quelli attuali di ultima generazione, che hanno raggiunto un livello grafico incredibile, quasi perfetto, merito delle nuove schede grafiche e dei più recenti sistemi operativi.  Il videogiocatore si trova catapultato in un mondo virtuale completamente simile a quello che ci circonda,  frutto della fantasia dei programmatori, del loro modo di vedere le cose, della loro originalità. Lo sviluppo di un videogioco comporta l'attenzione ai minimi e più insignificanti particolari, la creazione di personaggi caratterizzati, la presenza di una trama senza dubbio scorrevole, ma soprattutto coinvolgente e affascinante e l'aggiunta di elementi reali, che diano una base solida sulla quale il videogioco possa elevarsi in tutta la sua grandiosità. Nulla ci vieta di paragonare i videogiochi ai film; del resto in entrambi esiste un mondo simile a quello reale dove ogni personaggio mostra senza paura i propri ideali, segue un modo di comportarsi unico , prova sentimenti ed emozioni, insomma vive. La funzione dei videogiochi, quella forse più evidente se ci soffermiamo ad una visione superficiale e poco approfondita, rimane principalmente un  puro divertimento e svago momentaneo fine a se stesso: la bellezza di un videogioco risiede invece nell’immedesimarsi in un personaggio, crearsi il proprio sulla base di quello che si è nel mondo reale o partendo da immagini e spunti differenti, isolarsi addirittura dal mondo circostante per un breve tempo, catturati dalla trama o dalla psicologia dei personaggi, o semplicemente vivere in un mondo ideale e perfetto.




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