La domenica mattina, sotto il sole, la pioggia o la neve, in via Cibrario a Torino, si vede una calca impaziente di centinaia di volti con centinaia di storie. Si sente raccontare quella di Michael, che è giunto in Italia alcuni anni fa inseguendo la fortuna e adesso desidera solamente mettere da parte i pochi soldi necessari per tornare nel suo paese. Quella di Giovanni, che in Italia ci è nato e cresciuto e, dopo aver girato il mondo dalla Normandia al Portogallo per lavorare, a 82 anni si ritrova al punto di partenza a dover sopportare reumatismi e freddo per poter mangiare qualcosa. Paolo invece racconta della fine del suo matrimonio, dell'assegno di mantenimento troppo elevato e dei costi impossibili di una nuova casa. I volontari della San Vincenzo di storie da raccontare ne hanno moltissime e altrettante da ascoltare; poiché, soprattutto d'inverno, le parole e i ricordi aiutano a non pensare al freddo. I volontari cominciano a lavorare alle 9.00 cimentandosi alcuni nell'allestimento dei tavoli per gli ospiti che mangeranno all'interno, altri nello spostamento di transenne e preparazione dei numeri per coloro che vorranno o dovranno accontentarsi di prendere all'esterno un sacchetto da asporto.
La mensa di via Saccarelli 2, diretta da suor Angela Pozzoli, donna forte e determinata, può fornire cibo ogni domenica a 270 persone. Le sale interne prevedono 150 posti a sedere, mentre dall'entrata di via Cibrario vengono distribuiti 120 sacchetti per il pranzo.
Gli ospiti sono sempre numerosi e da costoro si possono conoscere le storie e i caratteri più vari. Chi si presenta in giacca e cravatta e ritiene che la pulizia e l'ordine personale siano il simbolo della sua dignità, forte e neppure minimamente scalfibile e chi, invece, insieme a denaro e prospettive per il futuro ha perso anche l'idea di cura personale. Chi si offre persino di aiutare i volontari nello spostamento delle transenne e chi invece tenta di superare gli altri nella fila. Il numero di coloro che hanno scelto il vagabondaggio come stile di vita rappresenta una percentuale pressoché inesistente. Ma, invece, sempre di più sono quelli che, oppressi dal mancato pensionamento o dalla cassa integrazione, non vedono altre alternative per procurarsi i viveri.
La città di Torino può vantare di avere numerose mense ben organizzate, coordinate in modo tale da poter coprire tutti i giorni della settimana, festivi compresi, per tutto l'anno. Ma ancora molte persone preferiscono passare distrattamente di fianco a questa realtà, senza preoccuparsi del fatto che i numeri degli ospiti delle mense siano in costante aumento. Ad esse il volontariato sembra un hobby praticabile solo dagli altri. E così alcuni cominciano la loro domenica a mezzogiorno per recuperare le ore di sonno perse la notte in discoteca, altri si alzano un po' prima per fare la spesa nei centri commerciali e altri ancora si svegliano presto per fornire un servizio a coloro che si affrettano al mattino per non ritrovarsi la sera a digiuno.

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